Innalzare l’interesse di mora per migliorare la morale di pagamento

Berna. Il Consiglio federale intende innalzare dal 5 al 10 per cento l’interesse di mora nelle vendite commerciali per incentivare la tempestività nel saldare le fatture. Ritiene per contro inopportuno aumentare l’interesse di mora nelle vendite non commerciali, in quanto tale misura non farebbe che inasprire il problema del sovraindebitamento di numerosi consumatori. Mercoledì il Consiglio federale ha posto in consultazione la corrispondente revisione parziale del Codice delle obbligazioni.

Complice la crisi economica, la morale di pagamento delle imprese svizzere è nettamente peggiorata negli ultimi anni. Diminuisce il numero delle fatture saldate entro la scadenza (60 % nel 2008), e la morosità media è salita da 15 giorni all’inizio del 2008 a 20 giorni all’inizio del 2009. In questo modo i debitori morosi non solo si servono dei loro creditori come involontari mutuanti, ma risparmiano anche, dal momento che l’interesse di mora del 5 per cento previsto dalla legge è inferiore all’interesse prelevato per uno scoperto in conto corrente o per l’accensione di un credito bancario. Tale malcostume non danneggia soltanto le singole imprese, ma ha gravi ripercussioni sull’economia nazionale ed è in particolare all’origine di numerosi fallimenti.

Riparare e prevenire i danni

Vista la situazione il Consiglio federale propone di innalzare dal 5 al 10 per cento l’interesse di mora per le vendite commerciali fissato nell’articolo 104 capoverso 3 CO. La revisione parziale del Codice delle obbligazioni, attuata in adempimento della mozione 08.3169 «Morale di pagamento: porre un freno all’andazzo attuale», propone deliberatamente un interesse di mora superiore al danno arrecato al creditore o al guadagno tratto dal debitore. Lo scopo del nuovo interesse di mora, concepito come un incentivo efficace a saldare più tempestivamente la somma dovuta, non consiste più nella semplice riparazione dei danni, ma comprende anche la prevenzione.

Facile da ricordare e da applicare

Per motivi di praticabilità il Consiglio federale rinuncia a introdurre il tasso d’interesse variabile applicato negli Stati europei, adeguato automaticamente all’andamento del mercato. Un tasso variabile rende talmente difficile calcolare l’interesse di mora che l’importo dovuto può essere determinato soltanto utilizzando un programma informatico, mentre il tasso fisso del 10 per cento è facile da ricordare e può essere applicato con facilità anche dai non addetti ai lavori.

Limitato alle vendite commerciali

L’innalzamento è proposto esclusivamente per le vendite commerciali perché un interesse di mora più elevato nelle vendite non commerciali inasprirebbe soltanto il problema dell’indebitamento di molti consumatori. Per incentivare questi ultimi a saldare più tempestivamente le proprie fatture, occorrerebbe infatti un interesse di mora del 15 per cento almeno, poiché l’interesse chiesto per un credito privato ammonta in linea di massima al 10 per cento.

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Ultima modifica 18.08.2010

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