Sviluppi

L’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) disciplina l’introduzione graduale delle disposizioni in materia di libera circolazione tra la Svizzera e l’Unione europea (UE). Le disposizioni sono state estese gradualmente ai nuovi Stati membri dell’UE.

Dopo l’entrata in vigore, nel 2002, dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone, nel 2005 il popolo svizzero ha votato in favore della sua estensione ai dieci Stati che hanno aderito all’UE nel 2004; il Protocollo aggiuntivo I è entrato in vigore il 1° aprile 2006. L’8 febbraio 2009, il Popolo ha inoltre avallato l’estensione dell’ALC alla Bulgaria e alla Romania: il Protocollo aggiuntivo II dell’ALC è entrato in vigore il 1° giugno 2009. Il Protocollo aggiuntivo III sull’estensione della libera circolazione alla Croazia è stato ratificato il 16 dicembre 2016 ed è entrato in vigore il 1° gennaio 2017.


Nel quadro dell’ALC sono previsti periodi transitori durante i quali l’immigrazione è soggetta a limitazioni. Al termine del cosiddetto periodo di contingentamento può essere applicata, per un determinato numero di anni, una clausola di salvaguardia che consente di limitare temporaneamente il rilascio dei permessi, se il numero dei permessi di dimora o di soggiorno di breve durata rilasciati in un anno a lavoratori provenienti da Stati dell’UE supera almeno del 10 per cento la media dei tre anni precedenti.

Dal 1° giugno 2007 per i quindici Stati membri «storici» dell’UE (UE-15: Germania, Austria, Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, Francia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Irlanda, Danimarca, Finlandia, Svezia), come pure per Malta e Cipro (UE-17), vige la libera circolazione completa delle persone. Gli otto Stati dell’Europa dell’Est che hanno aderito all’UE nel 2004 (UE-8: Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica ceca, Ungheria) beneficiano di questo regime dal 1° maggio 2011. Per Romania e Bulgaria (UE-2), entrate a far parte dell’UE nel 2007, la libera circolazione totale delle persone è entrata in vigore il 1° giugno 2016. Tuttavia, dal 1° giugno 2017 vigela clausola di salvaguardia nei confronti di questi due Stati. I cittadini bulgari e rumeni che intendono esercitare un’attività lucrativa nell’ambito di un permesso di dimora B, hanno quindi un accesso limitato al mercato del lavoro svizzero fino al 31 maggio 2019. Dal 1° giugno 2019 varrà anche per loro la libera circolazione completa delle persone. Per i cittadini croati, dal 1° gennaio 2017 vale una libera circolazione limitata: fino al 31 dicembre 2023 è loro concesso un accesso contingentato al mercato del lavoro svizzero. In seguito la clausola di salvaguardia potrà essere applicata fino al 31 dicembre 2026.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 03.12.2018

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